nov 24

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Ingredienti | Cosa ci dobbiamo procurare:
Ricetta per 4 persone
1 bella oca giovane di 2,5-3 kg
¼ di litro di buon aceto
2 limoni sugosi (o 2 arance amare) da agricoltura biologica
1 mazzetto di prezzemolo
3-4 foglie di alloro fresco
1 rametto di salvia
1 rametto di rosmarino
4-5 grossi spicchi d’aglio
sale
Esecuzione | Come la prepariamo:
Svuotiamo e prepariamo l’oca come qualsiasi altro volatile. Schiacciamo gli spicchi d’aglio. Tritiamo grossolanamente tutte le erbe. Mescoliamo l’aglio e mettiamo in un recipiente con l’aceto. Mescoliamo bene il tutto. Saliamo l’oca all’interno ed inseriamoci il misto di erbe bagnate nell’aceto. Ricuciamo l’apertura. Dopo averla riposta in una leccarda, arrostiamola in forno caldo in ragione di 15-18 minuti ogni mezzo chilogrammo se si tratta di un animale giovane, di 20 se è un’oca grassa. Quando è arrostita, mettiamo la leccarda sul fuoco. Togliamo una parte del grasso se ne è fuoriuscito troppo. Portiamo ad ebollizione il sugo della leccarda, quindi aggiungiamoci 15 cl di acqua. Bolliamo, staccando con la spatola di legno il fondo di cottura e facciamo ridurre di un terzo. Aggiungiamo poi il succo di agrumi e facciamo bollire ancora un po’. Assaggiamo e, se necessario, aggiustiamo il condimento. Tagliamo l’oca in pezzetti e serviamola con la salsa di cottura.
Curiosità:
L’oca giovane è un volatile molto apprezzato nel Medioevo, ragione per cui viene menzionata quasi in ogni trattato di cucina. Loca adulta, al contrario, è un piatto stagionale servito a Ognissanti in Italia e nel giorno di San Martino nei paesi dell’Europa del Nord: si trattava di una pietanza meno pregiata. E’ ben nota l’abilità con cui i venditori e i rosticcieri dei quartieri parigini di Saint-Séverin e Saint-Merri preparavano l’animale: dopo averlo ingrassato, lo arrostivano, lo tagliavano alla perfezione e ne conservavano gli scarti, con cui preparavano un patto detto petite oie (ochetta) che si mangiucchiava nell’attesa che il piatto principale fosse cotto
Suggerimenti:
Il papero e l’oca giovano no si trovano con tanta facilità nei negozi italiani. A chi quindi avesse difficoltà a reperire l’animale, consigliamo di sostituirlo con  un’anatra che sia però molto grassa.

oca_arrosto

Ingredienti | Cosa ci dobbiamo procurare:

Ricetta per 6 persone

  • 1 bella oca giovane di 2,5-3 kg
  • ¼ di litro di buon aceto
  • 2 limoni sugosi (o 2 arance amare) da agricoltura biologica
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 3-4 foglie di alloro fresco
  • 1 rametto di salvia
  • 1 rametto di rosmarino
  • 4-5 grossi spicchi d’aglio
  • sale

Esecuzione | Come la prepariamo:

Svuotiamo e prepariamo l’oca come qualsiasi altro volatile. Schiacciamo gli spicchi d’aglio. Tritiamo grossolanamente tutte le erbe. Mescoliamo l’aglio e mettiamo in un recipiente con l’aceto. Mescoliamo bene il tutto. Saliamo l’oca all’interno ed inseriamoci il misto di erbe bagnate nell’aceto. Ricuciamo l’apertura. Dopo averla riposta in una leccarda, arrostiamola in forno caldo in ragione di 15-18 minuti ogni mezzo chilogrammo se si tratta di un animale giovane, di 20 se è un’oca grassa. Quando è arrostita, mettiamo la leccarda sul fuoco. Togliamo una parte del grasso se ne è fuoriuscito troppo. Portiamo ad ebollizione il sugo della leccarda, quindi aggiungiamoci 15 cl di acqua. Bolliamo, staccando con la spatola di legno il fondo di cottura e facciamo ridurre di un terzo. Aggiungiamo poi il succo di agrumi e facciamo bollire ancora un po’. Assaggiamo e, se necessario, aggiustiamo il condimento. Tagliamo l’oca in pezzetti e serviamola con la salsa di cottura.

Curiosità:

L’oca giovane è un volatile molto apprezzato nel Medioevo, ragione per cui viene menzionata quasi in ogni trattato di cucina. L’oca adulta, al contrario, è un piatto stagionale servito a Ognissanti in Italia e nel giorno di San Martino nei paesi dell’Europa del Nord: si trattava di una pietanza meno pregiata. E’ ben nota l’abilità con cui i venditori e i rosticcieri dei quartieri parigini di Saint-Séverin e Saint-Merri preparavano l’animale: dopo averlo ingrassato, lo arrostivano, lo tagliavano alla perfezione e ne conservavano gli scarti, con cui preparavano un piatto detto petite oie (ochetta) che si mangiucchiava nell’attesa che il piatto principale fosse cotto.

Fonte: Il libro della cucina del secolo XIV

Suggerimenti:

Il papero e l’oca giovane non si trovano con tanta facilità nei negozi italiani. A chi quindi avesse difficoltà a reperire l’animale, consigliamo di sostituirlo con un’anatra che sia però molto grassa.

Per l’aceto di vino di buona qualità:

  1. mengazzoli.it
  2. sirolo.net
  3. eropages.it
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One Response to “Oca arrosto”

  1. ricetta ottima.
    Anche la curiosita’

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